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Percezione e salute: perché conta come viviamo gli eventi

Percezione e salute: perché conta come viviamo gli eventi

Percezione e salute sono profondamente collegate, perché il corpo non risponde soltanto a ciò che accade, ma soprattutto al modo in cui ciò che accade viene vissuto dalla persona.

Questo è uno dei passaggi più importanti della BioPsicoQuantistica®.

Non esiste solo l’evento esterno. Esiste il modo in cui quell’evento entra nella storia personale, nelle memorie, nelle emozioni, negli schemi interiori, nel sistema nervoso e nella risposta biologica dell’individuo.

Due persone possono vivere la stessa situazione e reagire in modo completamente diverso.

Per una, una critica può essere un confronto.
Per un’altra, può essere una ferita profonda.

Per una, una separazione può essere uno spazio necessario.
Per un’altra, può essere vissuta come abbandono.

Per una, un cambiamento può essere una possibilità.
Per un’altra, può diventare perdita di controllo.

L’evento è simile.
Il sentito è diverso.
E il corpo risponde al sentito.

Nella BioPsicoQuantistica®, questo passaggio è centrale: non osserviamo solo che cosa è accaduto, ma come la persona lo ha percepito, che significato gli ha attribuito e quale risposta interiore si è attivata.

Indice dell'articolo


Che cosa intendiamo per percezione

La percezione non è una semplice fotografia della realtà.

È un processo complesso attraverso cui ciascuno di noi interpreta ciò che vive.

Quando accade qualcosa, non lo registriamo in modo neutro. Lo filtriamo attraverso la nostra storia, le esperienze precedenti, l’educazione ricevuta, le memorie emotive, il sistema di valori, le paure, le aspettative, le convinzioni e il bisogno di sicurezza.

Per questo, la percezione è sempre personale.

Non coincide necessariamente con il fatto oggettivo.

Una persona può essere al sicuro e sentirsi in pericolo.
Può essere amata e sentirsi esclusa.
Può essere libera e sentirsi intrappolata.
Può ricevere fiducia e viverla come pressione.
Può essere davanti a una possibilità e percepirla come minaccia.

La realtà esterna è importante.
Ma la realtà interna orienta la risposta del sistema.


Il sentito: il cuore della risposta individuale

Nel lavoro BioPsicoQuantistico®, il termine “sentito” indica il modo profondo, immediato e personale in cui una situazione viene vissuta.

Non è solo un pensiero.
Non è solo un’emozione.
Non è solo una valutazione razionale.

È una percezione incarnata.

Il sentito coinvolge il corpo, il sistema nervoso, il respiro, il tono muscolare, la vigilanza, la postura, il battito, la digestione, la qualità del sonno e il modo in cui la persona si sente dentro la propria esperienza.

Per questo, quando ascoltiamo una persona, non basta chiedere:

“Che cosa è successo?”

È necessario chiedere anche:

“Come lo hai vissuto?”
“Che cosa hai sentito in quel momento?”
“Quale significato ha avuto per te?”
“Che cosa ha toccato della tua storia?”
“Quale parte di te si è sentita minacciata, esclusa, svalutata o bloccata?”

Queste domande aprono una lettura più precisa.

Non cercano una risposta generica. Cercano il sentito specifico della persona.


Il corpo risponde al significato

Il corpo non reagisce solo ai fatti.

Reagisce al significato che quei fatti assumono per il sistema.

Una frase può essere solo una frase.
Ma se viene percepita come umiliazione, il corpo può contrarsi.

Un silenzio può essere solo un silenzio.
Ma se viene percepito come rifiuto, il sistema può entrare in allarme.

Una richiesta può essere solo una richiesta.
Ma se viene percepita come invasione, il corpo può irrigidirsi.

Una scelta può essere solo una scelta.
Ma se viene percepita come perdita, il sistema può reagire con paura, tristezza o blocco.

Questo non significa che “la mente crea tutto”.

Significa che la percezione partecipa alla risposta biologica.

Nel modello Emozione–Cervello–Organo, il vissuto emotivo, la risposta cerebrale e la manifestazione corporea vengono osservati come livelli collegati di un unico processo, sempre in una prospettiva integrata e prudente.


Perché due persone reagiscono in modo diverso

La differenza tra le persone non dipende solo dal carattere.

Dipende dalla storia.

Ogni individuo porta con sé esperienze, memorie, traumi, apprendimenti, modelli familiari, schemi relazionali, aspettative e significati costruiti nel tempo.

Per questo, davanti allo stesso evento, due sistemi possono attivarsi in modo opposto.

Una persona può sentirsi stimolata.
Un’altra può sentirsi minacciata.

Una può percepire una sfida.
Un’altra può percepire un giudizio.

Una può vivere una distanza come libertà.
Un’altra come abbandono.

Una può vivere un impegno come possibilità.
Un’altra come peso insostenibile.

La BioPsicoQuantistica® osserva proprio questo: non il fatto in sé, ma il rapporto tra fatto, percezione, emozione, cervello e corpo.


La percezione come ponte tra psiche e corpo

La percezione è un ponte.

Da una parte c’è ciò che accade.
Dall’altra c’è il modo in cui il corpo risponde.

In mezzo c’è il significato che la persona attribuisce all’esperienza.

Il sistema nervoso riceve informazioni, le interpreta, le confronta con memorie precedenti e organizza una risposta. Questa risposta può essere più o meno intensa, più o meno rapida, più o meno duratura.

Quando una situazione viene percepita come pericolosa, ingiusta, umiliante, invasiva, destabilizzante o impossibile da gestire, il corpo può entrare in attivazione.

Il respiro cambia.
Il battito può accelerare.
I muscoli si contraggono.
La digestione può modificarsi.
Il sonno può diventare più leggero.
La mente può fissarsi sul problema.
La postura può chiudersi.
La vigilanza può aumentare.

La persona non sta “inventando”.

Sta vivendo una risposta reale a una percezione significativa.


Percezione, stress e sistema nervoso

Lo stress non nasce solo dalla quantità di cose da fare.

Nasce anche dal modo in cui una persona percepisce ciò che deve affrontare.

Lo stesso carico di lavoro può essere vissuto come responsabilità gestibile oppure come minaccia alla propria stabilità.

La stessa relazione può essere vissuta come nutriente oppure come fonte continua di allerta.

Lo stesso cambiamento può essere vissuto come apertura oppure come perdita di sicurezza.

Quando la percezione mantiene il sistema in stato di allarme, il corpo può restare a lungo in attivazione.

Questa attivazione non riguarda solo la mente. Coinvolge il sistema nervoso autonomo, il sistema endocrino, il tono muscolare, il ritmo del sonno, la digestione e la qualità dell’energia quotidiana.

Per questo, nella BioPsicoQuantistica®, lavorare sulla percezione significa lavorare anche sulla risposta biologica della persona.


Il ruolo delle memorie

La percezione non nasce nel presente puro.

Spesso è influenzata dalle memorie.

Una persona può reagire oggi a una situazione perché quella situazione richiama qualcosa di già vissuto.

Un tono di voce può riattivare una memoria.
Uno sguardo può riportare a un’antica sensazione.
Una distanza può risvegliare un’esperienza di abbandono.
Una critica può riaprire una ferita di svalutazione.
Una richiesta può riattivare il senso di invasione.
Un cambiamento può risvegliare una paura di instabilità.

Il corpo riconosce somiglianze prima ancora che la mente le comprenda.

A volte la persona dice:

“Non so perché reagisco così.”
“Razionalmente so che non è grave, ma il corpo si attiva.”
“Capisco che non dovrei viverla in questo modo, ma mi succede.”

Questo accade perché la risposta non è solo razionale.

È percettiva, emotiva e corporea.


Quando la percezione diventa automatica

Molte percezioni diventano automatiche.

La persona non sceglie consapevolmente di vivere un evento come minaccia. Accade prima del ragionamento.

È come se il sistema avesse imparato:

“Quando succede questo, devo proteggermi.”
“Quando qualcuno parla così, sono in pericolo.”
“Quando vengo criticato, non valgo.”
“Quando l’altro si allontana, resto solo.”
“Quando devo scegliere, posso sbagliare tutto.”
“Quando mi espongo, rischio giudizio.”

Questi schemi percettivi possono guidare la risposta del corpo.

Il lavoro di consapevolezza serve proprio a renderli visibili.

Finché una percezione resta automatica, guida la persona dall’interno.
Quando viene osservata, può iniziare a trasformarsi in possibilità di scelta.


Il sintomo come traccia della percezione

In alcuni casi, il sintomo può diventare una traccia per osservare una percezione ricorrente.

Non una prova.
Non una sentenza.
Non una verità assoluta.

Una traccia.

Se una manifestazione corporea compare sempre in certe situazioni, con certe persone, in certi periodi o dopo certi eventi, può essere utile chiedersi quale percezione accompagni quel momento.

La persona si sente sotto pressione?
Si sente invasa?
Si sente svalutata?
Si sente esclusa?
Si sente bloccata?
Si sente senza via d’uscita?
Si sente non vista?
Si sente costretta a reggere tutto?

Nel documento di sintesi sulle 5 Leggi Biologiche in BPQ viene espresso un passaggio centrale: dal sintomo si risale all’emozione, dall’emozione si identifica la situazione di vita e dalla situazione si osserva la causa percepita.

Questo movimento richiede metodo, delicatezza e prudenza.


Perché non bisogna assolutizzare

Parlare di percezione e salute non significa dire che ogni sintomo dipenda da come una persona vive gli eventi.

Sarebbe una semplificazione.

Il corpo può manifestare segnali per molte ragioni: organiche, genetiche, traumatiche, infettive, ambientali, metaboliche, tossiche, alimentari, funzionali, emotive, relazionali.

Una lettura integrata non sceglie un solo livello.

Li osserva insieme.

Il rischio, altrimenti, è passare da un riduzionismo a un altro.

Prima si diceva: “Conta solo il corpo.”
Poi si rischia di dire: “Conta solo l’emozione.”

Entrambe le posizioni sono incomplete.

La BioPsicoQuantistica® non riduce la salute alla percezione.
Osserva la percezione come uno dei livelli fondamentali del sistema-persona.


Il Dialogo emozionale® e il sentito personale

Per comprendere il sentito, serve ascolto.

Nel percorso BioPsicoQuantistico®, il Dialogo emozionale® consente di esplorare la relazione tra evento, percezione, emozione e corpo.

Non si parte da interpretazioni preconfezionate.

Si parte dalla persona.

Che cosa è accaduto?
Come lo hai vissuto?
Dove lo hai sentito nel corpo?
Quale emozione era presente?
Che cosa ti ha fatto più male?
Che cosa ti è sembrato impossibile da accettare?
Quale significato ha avuto per te?
Che cosa si è ripetuto rispetto alla tua storia?

Nel libro introduttivo alla BioPsicoQuantistica®, il Dialogo emozionale® viene presentato come uno strumento per osservare il sintomo, le situazioni in cui si manifesta e gli stati emotivi che lo accompagnano.

Questo permette di evitare letture generiche e di arrivare al vissuto reale della persona.


Cambiare percezione non significa negare la realtà

Un equivoco frequente è pensare che lavorare sulla percezione significhi convincersi che tutto vada bene.

Non è così.

Cambiare percezione non significa negare ciò che è accaduto.
Non significa minimizzare il dolore.
Non significa giustificare gli altri.
Non significa diventare indifferenti.
Non significa imporsi pensieri positivi.

Significa osservare il significato che abbiamo attribuito a un evento e verificare se quel significato è ancora l’unico possibile.

A volte una persona scopre che sta vivendo il presente attraverso una lente antica.

A volte comprende che una situazione attuale riattiva una memoria precedente.

A volte si accorge che interpreta ogni critica come rifiuto, ogni distanza come abbandono, ogni responsabilità come peso.

Cambiare percezione significa aprire una nuova possibilità di lettura.


Dal sentito alla nuova risposta

Quando la percezione cambia, può cambiare anche la risposta.

Non in modo meccanico.
Non sempre subito.
Non secondo una formula.

Ma una nuova percezione può orientare il sistema in modo diverso.

Se una situazione non viene più vissuta come minaccia, il corpo può ridurre l’allerta.
Se una relazione non viene più vissuta come invasione, possono emergere confini più chiari.
Se un giudizio non viene più vissuto come annullamento, la persona può restare più stabile.
Se un cambiamento non viene più vissuto come perdita totale, può diventare apertura.

La percezione non è tutto.
Ma orienta molto.

Per questo, nella BioPsicoQuantistica®, la trasformazione non avviene solo attraverso la comprensione mentale, ma attraverso nuove esperienze percettive e azioni concrete.


Il ruolo dell’azione concreta

Non basta comprendere il proprio sentito.

Bisogna portare una nuova informazione nella vita.

Se una persona comprende di sentirsi sempre invasa, dovrà imparare a esprimere un confine.
Se comprende di sentirsi sempre svalutata, dovrà osservare il proprio rapporto con il valore personale.
Se comprende di vivere ogni distanza come abbandono, dovrà sperimentare nuove forme di sicurezza interna.
Se comprende di percepire ogni cambiamento come minaccia, dovrà costruire gradualmente nuove esperienze di fiducia.

L’azione concreta è ciò che permette alla nuova percezione di diventare esperienza.

Nel metodo BioPsicoQuantistico®, conoscere, conoscersi e agire non sono tre momenti separati, ma tre fasi di un percorso progressivo: comprensione, consapevolezza e azione.


La percezione come responsabilità, non come colpa

Questo punto è fondamentale.

Dire che la percezione partecipa alla risposta biologica non significa colpevolizzare la persona.

Non significa dire:

“Se stai così, è perché percepisci male.”
“È colpa tua.”
“Basta cambiare punto di vista.”
“Devi solo essere più positivo.”

Queste frasi sono lontane dalla BioPsicoQuantistica®.

La percezione è spesso il risultato di una storia.
Di ferite.
Di adattamenti.
Di esperienze.
Di protezioni costruite nel tempo.

La persona non va giudicata.

Va accompagnata a comprendere.

Responsabilità non significa colpa.
Responsabilità significa possibilità di risposta.

Quando una persona vede la propria percezione, può iniziare a scegliere in modo nuovo.


Riflessione personale

Nella mia esperienza, non è mai sufficiente chiedere a una persona che cosa le è accaduto.

Bisogna ascoltare come lo ha vissuto.

Perché è lì, nel sentito, che spesso si apre la comprensione più profonda.

Un evento può sembrare piccolo agli occhi degli altri, ma può essere enorme nel mondo interno di chi lo vive. Può toccare una memoria, una ferita, una paura, un senso di esclusione, una percezione di pericolo o di perdita.

Il corpo non risponde alla cronaca degli eventi. Risponde al significato biologico ed emotivo che quegli eventi assumono per la persona.

Questo non significa che tutto dipenda dalla percezione. L’essere umano è complesso. Ci sono fattori fisici, ambientali, genetici, relazionali, sociali, alimentari, emozionali.

Ma se non osserviamo la percezione, perdiamo un passaggio decisivo.

La BioPsicoQuantistica® nasce proprio per questo: accompagnare la persona a riconoscere il rapporto tra ciò che vive, ciò che sente, ciò che il cervello registra e ciò che il corpo manifesta.

Non per sostituire la medicina.
Non per dare interpretazioni facili.
Non per ridurre tutto all’emozione.

Ma per restituire alla persona una visione più ampia di sé.

Quando cambia il modo in cui una persona percepisce la propria storia, può aprirsi anche una nuova possibilità di risposta.


Verso una nuova educazione della percezione

Educare la percezione non significa controllare tutto.

Significa diventare più consapevoli del proprio modo di leggere la realtà.

Significa riconoscere quando stiamo reagendo al presente e quando, invece, il presente sta riattivando qualcosa di antico.

Significa osservare i significati che attribuiamo agli eventi.

Significa imparare a distinguere:

il fatto dal significato;
l’evento dal sentito;
la realtà esterna dalla risposta interna;
la memoria dal presente;
la protezione dalla possibilità.

Questa educazione è profondamente trasformativa.

Perché non cambia solo ciò che pensiamo. Cambia il modo in cui abitiamo la vita.


Nota importante

I contenuti presenti in questo articolo hanno finalità divulgative, educative e formative. Non sostituiscono diagnosi, trattamenti o pareri medici. In presenza di sintomi, patologie o condizioni cliniche è sempre necessario rivolgersi al proprio medico o a un professionista sanitario qualificato.

La BioPsicoQuantistica® si propone come approccio integrato di osservazione, comprensione e crescita personale, nel rispetto della medicina convenzionale, della ricerca scientifica e dei diversi ambiti professionali.


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Dott. Natale Petti, Psicologo clinico, Naturopata Evolutivo e ideatore della BioPsicoQuantistica®, è fondatore delle Scuole A.R.O.N. e direttore della relativa formazione professionale. Con oltre vent’anni di esperienza nella pratica integrata tra scienza e coscienza, ha sviluppato un approccio innovativo che unisce psicologia, neurobiologia, medicina energetica e crescita personale. È iscritto all’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia (n. 4078) e ha conseguito Master in PNEI, Neuropsicologia, Fisiologia del Comportamento e Ipnosi Clinica. Nel corso della sua carriera ha pubblicato diversi libri dedicati alla salute integrata e all’evoluzione della coscienza.

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